Maschio

21 Maggio 2008 3 commenti

quando siamo entrati nella sala per fare la morfologica sembravamo due zombi: bianchi cadaverici e con un sorriso isterico sul volto.

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è passato quasi un anno

5 Maggio 2008 2 commenti

non ricordavo nemmeno la password del blog, erano mesi che non ci passavo nemmeno, nel mio come in quelli che di solito leggevo.

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Seduto in riva al fosso

14 Giugno 2007 2 commenti

Non so ancora se devo fare un passo indietro o semplicemente fermarmi: potrebbe sembrare la stessa cosa, ma non è affatto così.
In questi ultimi due giorni vedo nei tuoi occhi una certa paura, sento che non sei più così sicura quando dici certe cose: forse ho, come al solito, esagerato nel modo che ho di avvicinarmi alle persone, forse il modo esuberante che ho per affrontare le cose ti sta spaventando. Il cercarti con tanta insistenza non è dovuto all?insicurezza (almeno non solo a quella!) ma al desiderio di bruciare le tappe, di riprendermi il tempo perso. E? una scelta che ho fatto, scegliere ed essere scelto allo stesso tempo mi ha dato un?incredibile spinta a decidere in poco tempo, non per questo senza però averci attentamente riflettuto. A questo punto però ho solo due strade da percorrere: tornare sui miei passi e frenare l?istinto o smettere di dare e vedere cosa succede.
Credo di essere stato abbastanza chiaro, vivo così e non ho la minima intenzione di cambiare: non mi interessa degli altri, non mi interessa un cazzo di niente! E non è presunzione o strafottenza ma solo un modo di vivere, giusto o sbagliato non lo so ma è quello con cui ho scelto per andare avanti. La vita è fatta di scelte, spesso si sbaglia e se ne pagano le conseguenze anche per anni ma mi sono rotto il cazzo di vivere a metà.
In cuor mio credo tu sia una ragazza speciale, le emozioni che mi dai mi rendono felice, mi piace il modo in cui mi cerchi, apprezzo il tuo essere donna ma questo non può essere tutto. Dici che stare con me è come andare sulle montagne russe, che non sai se riuscirai fisicamente a starmi dietro: è l?inizio, bisogna ancora conoscersi, capire i caratteri, cercare i punti di equilibrio quelli che a volte servono per trovare la forza di andare avanti. Non ho un carattere facile, questo lo so, ma non ti preoccupare che anche il tuo non è che sia un libro aperto.
?ho deciso, mi fermo: STOP!
Da adesso in poi aspetterò segnali e mi comporterò di conseguenza: non è cattiveria, credimi, ma solo un tentativo di non farmi male, di cercare di capire, di provare a prendere le cose con un po? più di leggerezza. Ho tirato il carro per un po? ora vorrei vedere quanto va avanti?mi dispiace ma non sono nella condizione di poter stare male senza motivo.
Ti sono accanto, ti voglio conoscere, non voglio perderti…ma adesso metti le tue carte in tavola!

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…piano piano

12 Aprile 2007 2 commenti

Lentamente sto tornando a desiderare un contatto fisico con una donna, sembra strana come sensazione ma lo schifo che provavo prima alla sola idea di essere toccato sta lasciando il posto ad un lieve, impercettibile fastidio. Non era mai durato così tanto, tre mesi durante i quali ho provato a combatterlo con la solita strafottenza, obbligandomi a cercare un contatto che poi veniva sempre evitato per non incorrere in ire o paranoie strane. Certo, mi manca un rapporto con una donna ma non credo sia nelle priorità della mia giornata adesso.
C?è da dire che le ultime conoscenze non sono state poi così coinvolgenti: due ragazze con figlio a carico e idee che definirei bizzarre sulla vita di coppia. Le attiro queste persone, ormai è talmente evidente che non faccio nemmeno più caso alla cosa: quando mi raccontano qualcosa che non va dico immediatamente ?arrivederci e grazie? prima di trovarmi impelagato in qualche casino. Non ho nessun pregiudizio nei confronti di ragazze con figli, non le giudico né le biasimo: anzi ammiro il coraggio che hanno dimostrato a mettere al mondo un figlio sapendo che sarebbero state sole (in tutti e due i casi la loro storia è finita durante la gravidanza: che uomini di merda ci sono in giro!), però devo ammettere che l?esistenza del piccolo essere pregiudica la possibilità di vivere serenamente certe circostanze. Magari sono solo paranoie, non lo so, ma quando c?è una creatura che dipende in tutto e per tutto da te non si può scherzare.
Vorrei una famiglia, dei figli e so che prima o poi (Là ti odio, questa frase era tua!) sarà anche il mio turno: il tempo mi darà ragione, anche se maledico ogni giorno che passa!

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Io no

22 Marzo 2007 3 commenti

E? sempre più difficile mandare giù bocconi amari quando gli anni passano, quando non si è più sicuri dei propri mezzi, quando gli altri vanno avanti e tu ti trovi sempre nello stesso schifosissimo buco: figli, matrimoni, convivenze, viaggi per non tornare più indietro e tu che dalla finestra di casa disegni una sorriso sull?alone lasciato dal fiato sul vetro.
Piove a dirotto, la luce del lampione segna di giallo le poche cose che escono dall?oscurità mentre guardo fuori: è tardi, terribilmente tardi, le luci nelle case sono spente e penso, penso fino a che punto voglio continuare a buttare via la vita. Passo in rassegna il passato, il presente e mi fermo: di doman non v?è certezza, blocco ogni pensiero che potrebbe portarmi a domani, mi fa paura solo pensarci, mi agita la sola parola. Non riesco (o non voglio) andare al di là di queste quattro mura, là fuori dove il mondo va avanti anche senza di me, che cieco e sordo non riesce a vedere che mi sto distruggendo.

Quando penso come… alla fine mi hai ridotto tu
lo capisco “dove” mi ci avresti sì portato tu…
Quando penso “a come” mi hai preso in giro però
lo capisco come…sia difficile sbagliare più
… io no… io no… io no… IO NON TI LASCERO’ MAI
io no! io no!…. “sarai” te!…….
Ed aspettavo come….come un cane quando non c’è più
non c’è più il padrone contro il vetro per guardare giù
E mi chiedevo come…avrei vissuto se tu….
e se quel “magone”…mi sarebbe mai “andato giù”!
io no… io no… io no….NON TI DIMENTICHERO’…
io no! io no!….. vedrai che….IO NO! IO NO! IO NO!
NON TI DIMENTICHERO’! IO NO! IO NO!….. VEDRAI CHE…..
IO NON TI ASPETTO PIU’!
Quando penso come…alla fine mi hai ridotto tu
non capisco “dove”?!? se ho sbagliato… sì!
…. puoi dirlo tu!?!….
Quando penso “a come” mi hai preso in giro…. però
non capisco “come”!?!
Che cos’è!?… che tu!? …. e un’altra no!….

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Un nuovo angelo, piango però per lui

4 Marzo 2007 1 commento

Avevo deciso di passare una domenica diversa, uscire allo scoperto anche se con il casco in testa: avevo prenotato il turno in pista quasi un mese fa, stamattina dopo essermi fasciato il corpo con la tuta in pelle mi ero anche fatto un bel segno della croce, un piccolo gesto di aiuto che faccio ogni volta in cui la velocità diventa l?unico scopo della giornata.
Durante il tragitto per arrivare al circuito sentivo il telefono vibrare con insistenza ma quando guido ci sono delle priorità se è urgente mi richiamano, pensavo!
Arrivo poco prima di entrare a girare, faccio come al solito gli ultimi preparativi: richiamo Emanuele, mi ha cercato non so quante volte nell?ultima ora…?Fra, ieri sera è morto mio cugino Fabio l?hanno centrato alle 2 sulla Colombo: vado da zio Andrea!?. Non sento più le gambe, non ho voglia di entrare in pista. 27 anni ancora da compiere, una mamma persa da pochi anni, il pensiero corre subito al padre e ai fratelli che ora avranno un altro morto da piangere.
Chiamano il mio turno, mi fanno ampi cenni con le braccia perché mi avvicini ai box: ho il viso solcato dalle lacrime, mi allaccio il casco e decido di dedicargli il turno prima di correre a casa sua.
Allaccio il casco, intanto tutti gli altri sono già partiti, metto i guanti, stringo i velcri della tutta: prima, seconda, terza la moto urla tutto il mio dolore, strillo nel casco, la visiera si appanna per le lacrime! Ho un arma tra le mani che ho imparato ad usare solo in pista perché è solo lì che i danni possono essere limitati: corro, corro, se avessi le ali forse adesso volerei, scendo con il ginocchio a terra sempre più giù oggi ho un angelo che mi regge, un giovane amico che dal cielo impedirà alle ruote di staccarsi dall?asfalto.
Avrei voluto abbracciarti ancora, vederti ancora nuotare in piscina, gioire del tuo splendido sorriso ma non ne avrò più occasione, nessuno potrà mai più averla.
Ora sei vicino tua madre ma lasci un vuoto che non sarà facile colmare: addio Fabio, spero solo che non abbia sentito alcun dolore!

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Click…e la vita poteva finire

26 Febbraio 2007 3 commenti

Quando ho sentito quel click ho pensato che fosse la volta buona per andare al creatore, invece una voce roca e dall?italiano incerto mi ha chiesto solo di dargli tutto quello che avevo in tasca. Non ho il portafoglio da 20 anni, tutto quello che mi serve lo tengo in tasca, mai nella stessa e in modo molto disordinato: 50 euro, il cellulare e nulla più. Mentre è andato via avevo il cuore che impazziva, tirava certe botte che nemmeno tutta la coca del mondo mi avrebbe mai potuto far provare: non ho avuto nemmeno il coraggio di voltarmi, mi sono soltanto accasciato in terra con le gambe che tremavano. Non mi era mai successa una cosa del genere, mi sono sempre sentito un protetto nel mio quartiere?ma questo non è il mio quartiere, qui è dove Francesco non lo conosce nessuno, è uno dei tanti che esce la mattina presto e torna la sera per andare a dormire.
Sabato mattina quando mi sono alzato ancora pensavo a quello che era successo: bene mi ha detto in fin dei conti, a me 50 euro non cambiano la vita e poi se li sarebbe presi lo stesso magari tirandomi un colpo in fronte?magari valgo qualcosa in più di qualche euro!
Ho provato una frustrazione enorme per tutto il week-end, solo come un cane abbandonato in preda ai deliri del fine settimana. Ho pulito casa come una checca isterica, sistemato tutto con ordine maniacale: il tappeto più a destra, il tavolino disallineato rispetto la televisione?il bello è che non me ne frega un cazzo di casa ma lo faccio solo per l?uomo perfetto che voglio apparire. Ho aspettato con ansia la sera per uscire, scappare dalle quattro mura amiche per sentirmi un po? vivo: solito pub, solito tavolo, solito gin lemon?solite facce di merda che ridono solo perchè ubriachi, perché la loro esistenza gira sulla gradazione alcolica che riescono a raggiungere. Quando sono arrivati gli altri ho notato un paio di volti nuovi: una coppia, nemmeno molto giovane ma è sempre un piacere parlare con qualcuno di diverso?almeno credevo fossero una coppia, erano solo due colleghi di un amico comune. Scambiamo qualche parole, lei una bella donna sulla 45-ina: sposata, con due figli, dipendente del ministero degli interni (allora che ci fai in mezzo a questo casino da sola?) ma in cerca di una sveltina ?perché in fin dei conti un marito ce l?ho, dei figli pure cosa voglio di più!?, parole sue. Dopo aver sentito questo scempio mi sono fermato a pensare un po?: ma com?è possibile che ci sia tanta grettezza mentale in giro? Perché cercare un appagamento fisico e non provarne magari nemmeno un piccolo rimorso? Non ho parlato tutta la sera, ero stato terribilmente colpito da quelle parole: non la giudico, ognuno è libero di fare quel che crede ma se mi immedesimo nel marito provo un vuoto immenso?in fondo la vita è sua e a me non cambia qualunque cosa faccia!
Verso le 2 me ne sono andato, stavolta mentre tornavo a casa sembravo 007 in libera uscita: visto quello che era successo la sera prima sono sceso dalla macchina come un toro alla corrida, per fortuna non c?era nessuno. Poche ore di sonno prima di essere svegliato dalla solita telefonata delirante di mio fratello in preda all?alcool: urla, bestemmie ma tanto a breve ne riceverò un?altra e poi altre ancora?intanto casa è sempre più vuota e ogni rumore diventa assordante.
Mi sento solo e la cosa peggiore è che lo sono, non lo sento soltanto !

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…dopo il silenzio soltanto è regnato

19 Febbraio 2007 1 commento

Si dice che mettere il letto con i piedi verso la porta porti sfortuna: è così che esce la bara nel trapasso dalla vita all?eternità! Non sono mai stato superstizioso quindi me ne frego.
Passare 48 ore dentro casa senza scambiare due parole è dura da affrontare, ognuno reagisce al dolore a modo suo: c?è chi lo grida al mondo e chi si chiude nel silenzio più assordante. E? sempre più difficile ammettere che la depressione sia lo status nel quale sono tornato a vivere, credevo che molte paure fossero ormai passate e invece sono tutte lì in agguato pronte a prendersi la rivincita. Qualcosa non va ed è molto tempo che è così: non ho voglia di fare nulla, nessun desiderio di confrontarmi con il mondo esterno, nessun interesse che attiri l?attenzione. Ieri pomeriggio quando ha chiamato mia madre per sapere come stavo ho abilmente negato l?evidenza ?tutto bene grazie, voi??, perché non ammetterlo almeno con lei, perché nascondersi dietro un dito? Mi mancano da impazzire le attenzioni di C ma sarebbe egoistico chiamarla solo per saziare un mio bisogno; non posso darle quello che cerca e da parte sua vorrei ricevere solo quello di cui ho bisogno, non mi interessa altro, non sono disposto ad accettare la sua diversità, le sue contorsioni mentali, il suo essere ?superficiale?. Il fumo avvolge i mobili, l?alcool bagna i pensieri mentre il tempo delicatamente ritma ogni istante?contare quei due puntini intermittenti per sessanta volte e vedere il valore dei minuti che aumenta ogni volta di uno. Scandire ogni minuto con almeno ottanta battiti del cuore, entrare nella spirale del non è così che voglio vivere, aspettare che scenda una lacrima prima di asciugarla solo per sentire un?emozione e credere che poi in fin dei conti non sono così arido. Non ho più mete da raggiungere, niente di materiale almeno: al lavoro ho ottenuto tutto quello che ho chiesto, la nuova gestione del ristorante va al di sopra di ogni aspettativa?ora come posso concentrare gli sforzi?
Lavoro alacremente sulla psiche nel tentativo di stanare questo maledetto tarlo che sta lentamente mangiando le fondamenta ma non riesco a trovarlo: sto chiedendo aiuto con un insolito silenzio, senza manifestare se non ad un paio di persone il problema e spero che il segnale arrivi a chi di dovere prima che sia troppo tardi. L?unica paura che ho è soffrire e le malattie della mente hanno mille facce, spero di non incontrarla di nuovo!

Tutto va come non dovrebbe

7 Febbraio 2007 2 commenti

E anche questa volta la storia con la donna con cui mi frequentavo è volta al termine: indolore, senza strascichi…l’incompatibilità caratteriale e gli stili di vita così diversi hanno permesso un distacco senza traumi. Certo non posso dire che non mi manchi, è una persona profonda e che si merita il meglio dalla vita ma io non sono in grado di darle quello che cerca, quindi è inutile perdere tempo: ogni istante che passa senza emozioni è un momento perso!
Torno alla routine della vita lavorativa, dei week-end passati con il culo sulla moto e alle serate con gli amici…non è poi male in fin dei conti.
Da venerdì ho deciso di tornare da psico, credo sia arrivato il momento di capire il perchè di alcuni comportamenti un pò controversi: magari entro in analisi e scavo a fondo per levare tutta la merda che ho dentro, magari smetto anche di mettere alla prova le persone che mi circondano e me stesso. Come giustamente C mi ha fatto notare, è molto facile credere che tutto vada per il meglio quando si rimane soli e non ci si confronta con nessuno per poi vedere se è davvero così avvicinandosi ad una donna come l’uomo perfetto…che però perfetto non è! E’ vero, la colpa è la mia: sono io a dare di me un’immagine che non è realtà; forse vorrei esserlo ma la perfezione non esiste e sopratutto non mi appartiene.
SONO SEMPLICEMENTE UN UOMO CON MOLTI LIMITI E TANTE INSICUREZZE, se riuscissi a presentarmi così magari sarebbe tutto molto più facile, le persone si aspetterebbero altro da me e non sarei così sotto stress…ma tra il dire e il fare ce ne passa!
Proverò questa nuova strada, cercherò di capire e prima di allora non mi avvicinerò a nessuno: non è servito un anno di solitudine, il tempo non aggiusta un cazzo.

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Semplici riflessioni

26 Gennaio 2007 2 commenti

Non puoi cercare di cambiarmi, sono quello che sono e non ho la minima intenzione di stravolgere la mia vita. Ho lavorato per anni per cercare di calmarmi, di fare una vita senza stravizi, di stare tranquillo. Se tu vuoi vivere alla velocità della luce non ho nulla in contrario ma non puoi pretendere che lo faccia anche io. E’ inutile che ogni volta mi dici che non capisco che una donna quando parla spazia a 360 gradi: sono un matematico, due più due fa sempre e solo quattro…se hai freddo dì ‘ho freddo’, se hai fame dì ‘ho fame’: non serve a nulla fare voli pindarici con le parole quando ne bastano due sole, semplici e non interpretabili. Vuoi un uomo diverso accanto? Cercalo, quella è la porta: è meglio prenderle prima certe decisioni che portare avanti storie che non hanno futuro. Non posso pensare di costruire una vita con una donna che vuole e non che vorrebbe: l’erba voglio non esiste, esistono la fatica e il sudore per ottenere quello che si VORREBBE.
Mi accusi di parlare sempre del mio lavoro, che sono sempre stanco, che viviamo troppo lontano, che casa mia è troppo lontana dal tuo lavoro, che non ci sono mai: bella, fino a due mesi fa non sapevo nemmeno della tua esistenza e credo che per iniziare una relazione non sia tra le informazioni indispensabili il sapere l’indirizzo preciso dove lavori e il tuo orario; sai, ti spiego una cosetta, quando si lavora per 13/14 ore al giorno in giro per l’Europa quando torni a casa il tuo primo pensiero non è quello di andare al cinema o a cena in quel posto tanto carino…TE SOGNI IL LETTO, vuoi solo farti una doccia e startene un pò tranquillo…già tranquillo, quella che tu chiami apatia e che io vedo solo ricerca di ritrovare le forze.
Mi stai facendo pagare colpe che non ho, sarà la legge del contrappasso: non è un problema ma almeno non mi rompere i coglioni; e poi piantala di dire che c’è qualcosa che ti rende insoddisfatta, non mi sento minimamente in colpa per questo, non credo proprio che prima la tua vita fosse il tripudio della soddisfazione visto quello che mi racconti e che fai.
Ora cerchiamo solo di goderci questi 4 giorni di vacanza e poi se proprio non và al ritorno ognuno prenderà la sua strada e tanti saluti: sembrerò cinico ma, onestamente, mi sono stancato di tirare una corda che sembra arrivata alla fine